LA MIA ESPERIENZA CON ELISA
TI ACCOMPAGNERO’ IN UN VIAGGIO STRAORDINARIO CONDIVIVENDO CON TE ALCUNE PAGINE DEL MIO DIARIO, DOVE HO ANNOTATO, GIORNO PER GIORNO, L’ESPERIENZA , CON UNA RAGZZA DISABILE, DOVE IL DIALOGO DELLE MANI VA OLTRE IL MASSAGGIO E IL SILENZIO CARICO DI EMOZIONI PARLA ATTRAVERSO L’ANIMA.
12 Dicembre 2018
Tutto iniziò il 12 Dicembre 2018 con una telefonata. Qualche giorno prima avevo partecipato ad un evento presso un’associazione yoga, in provincia di Vicenza, che mi aveva invitata per l’apertura della nuova sede. La giornata di massaggio era stata pubblicizzata attraverso volantini e un breve video. Proprio per merito di questo evento e della risonanza che ebbe, fui contattata da diverse persone interessate, tra le quali, anche, dalla mamma di una ragazza disabile, proponendomi un trattamento prova, per sua figlia. La madre di Elisa, mi spiegò, che sua figlia era affetta da un’alterazione cromosomica, aveva gravi handicap motori, che le impedivano di muoversi liberamente nello spazio, aveva, inoltre, difficoltà di esprimersi con il linguaggio. Poteva infatti, comunicare, solamente, attraverso un particolare programma di videoscrittura, adattato ad un computer. Dopo anni di silenzio, questo metodo rivoluzionario, le aveva permesso di uscire dalla sua prigione silenziosa.
A breve, sarebbe iniziata la mia esperienza verso un mondo a me poco conosciuto, ma non totalmente estraneo. Da piccola, infatti, vedevo mio padre occuparsi, come insegnante di sostegno, di bambini con gravi handicap psichici. Spesso, li incontravo a casa mia, quando venivano accompagnati dai genitori, per essere seguiti nei compiti.
Incontrai Elisa e sua madre, per la prima volta, un pomeriggio di dicembre. Ero molto emozionata e desiderosa di iniziare il percorso, anche se non avevo minimamente idea di come sarebbe andata questa mia prima esperienza, con una nuova dimensione di comunicazione, attraverso il massaggio.
Era sicuramente importante, metterla a proprio agio, per aiutarla ad ascoltare il proprio corpo e prendere confidenza con il contatto. Visto che mi vennero proposte diverse sessioni di massaggio, dopo il nostro primo incontro, decisi di tenere un di diario, dove scrivere e annotare i miei pensieri. Proprio alla fine di questa esperienza, decisi di pubblicarlo, per dare un’importante testimonianza, che la pelle non è un confine, come noi crediamo, ma un ponte per un’altra dimensione.
Pensai che la tipologia di massaggio che avrei praticato, doveva privilegiare la dimensione del sentire, cercando un contatto non invadente, anzi, molto attento ed amorevole, per aiutare Elisa , a ricercare dentro di sè, una maggior consapevolezza del proprio corpo. Sarebbe stata lei, silenziosamente, a guidare le mie mani, facendomi capire, quello di cui aveva bisogno, io, non dovevo fare altro che allenare ed accrescere la mia sensibilità, connettermi con lei ed aprirmi totalmente al suo sentire.
Elisa, animo nobile, delicato e sensibile. Piccola Elisa… piccola, ma grande, vecchia saggia, che mi insegna come comunicare e soprattutto come donare. Quando vieni a fare un massaggio, c’è aria di festa, quando te ne vai, mi raccolgo per un po’ dentro di me ad assaporare, silenziosamente, i sorrisi che mi hai regalato.
13 Gennaio 2019
ELISA E IL SILENZIO
Elisa conosce il silenzio, quello vero. Il suo silenzio è carico di colori, di sensazioni, di emozioni. Io, con il massaggio distribuisco amorevolmente tutto questo sulla sua pelle. Il suo silenzio parla, come ogni cellula del suo corpo, basta saper ascoltare. Durante il massaggio, ci proiettiamo improvvisamente in un’altra dimensione, dove le emozioni si toccano con le dita e ogni suo sussulto e desiderio mi guida. E’ luminosa e brillante come una lucciola in una calda notte di luglio. Il massaggio procede con un ritmo a lei noto, sta conoscendo le mie mani calde, si lascia trasportare con fiducia, nella nostra favola silenziosa. Mi inginocchio di fianco a lei, sdraiata sul materassino e prendendo accuratamente un braccio alla volta, la guido in una danza. Le piace ruotare le braccia a tempo di musica, io, la accompagno con movimenti ondeggianti del busto. E’ come danzare sopra una musica, che solo noi conosciamo, un ritmo leggero dove la fantasia ci guida e il vento ci parla, scompigliandoci i capelli.
9 Gennaio 2019
E’ la seconda volta che viene Elisa per un massaggio. La volta scorsa è rimasta presente la madre, oggi l’ha aspettata fuori dallo studio. Oggi abbiamo fatto progressi nel comunicare, anche se la volta scorsa era andata ugualmente bene. Capisco, infatti, quando le piace, perché emette allegri gridolini, so quando è impaziente che arrivi qualche tocco che lei preferisce, perché batte con i polpastrelli sul materassino. Mi segue con lo sguardo e prevede ogni mio movimento. Se le massaggio il braccio destro, poi mi porge quello sinistro e così fa con piedi, gambe, e mani. Le piace che ci sia una sequenza, la fa sentire al sicuro, infatti, sapendo che tocco sta per arrivare, riesce a rilassarsi di più e risulta meno impaziente.
Mi piace prendere una alla volta le sue piccole mani ed intrecciare le mie dita con le sue, il contatto con il mio palmo della mano caldo le fa bene, la riscalda e ci rende più vicine. La madre, la volta scorsa, mi ha espresso la difficoltà di Elisa nel fare respiri profondi. Ricordandomi di questo, oggi ho agito a sbloccare la muscolatura che agisce sull’ampliamento del respiro, liberando il torace dalla tensione, lavorando sui muscoli intercostali e sul muscolo dietro lo sterno, rilassando e sbloccando il plesso solare e il diaframma. Abbiamo respirato insieme per un po’ anche oggi, con una modalità però più comunicativa e cioè ho pensato di prendere la sua esile manina e appoggiarla sul mio petto, lentamente ho notato che seguiva il mio ritmo respiratorio. Respirare insieme ci avvicina, ci sintonizza, così poi, per me risulta tutto più facile, lei si fida di me e posso massaggiarla con meno difficoltà. E’ stato bellissimo quando ho appoggiato la sua mano sul mio cuore, che tra l’altro batteva forte per l’emozione: improvvisamente si è fermata ad ascoltare, mentre tutto il mondo intorno a noi sembrava andare a rallentatore. Bellissimo, emozionante, io imparo da lei, lei impara a comunicare con me, mentre mi sorride, persa nei suoi pensieri, con quegli occhioni scuri che mi seguono, qualunque cosa io faccia. Non ha proprio intenzione di chiudere gli occhi, sembra si voglia gustare il massaggio anche guardandomi. Io allora, ogni tanto, le sorrido e le faccio una carezza sulla guancia. Quando terminiamo, ci salutiamo con un abbraccio, mentre lei emette un gridolino di compiacimento. Sua mamma ringrazia e dice che la vede proprio felice.
23 Gennaio 2019
Finalmente è arrivato il giorno del nostro appuntamento, mi sentivo molto impaziente. Anche oggi è stato un massaggio sul filo delle emozioni che fanno bene al cuore, che nutrono l’anima. Sua mamma, mi ha chiesto se ritenevo opportuno lasciare che Elisa indossasse gli apparecchi acustici, io ho approvato l’idea perché avevo intenzione di farle ascoltare della musica durante il massaggio per farla rilassare ulteriormente. Il massaggio come al solito si è svolto a terra sul materassino, con uno o più cuscini sotto la testa, quando è prona, coperta con un asciugamano grande ed una coperta morbida. La scopro un po’ per volta per massaggiarla, poi ricopro subito dopo la parte scoperta, di solito uso olio di sesamo come base con qualche goccia di olio essenziale di lavanda. Sono molto felice perché Elisa si ricorda il nostro modo di comunicare, nonostante siano trascorsi diverse settimane, quella sorta di linguaggio fatto di sguardi e piccoli gesti. Quando desidero che si giri a pancia sotto o che si metta di fianco, le sollevo piano l’asciugamano e lei si gira. E’ incredibile, mi capisce al volo e non serve nessuno sforzo da parte mia. Per fare in modo che lei respiri profondamente, appoggio la sua piccola mano sul mio petto e le do il ritmo attraverso il mio respiro. Mi piace respirare assieme a lei, mi sento più vicina, entriamo in sintonia. Il mio respiro è come un’onda che parte da me e si propaga in lei. Anche oggi ho voluto che ascoltasse il battito del mio cuore, penso che istintivamente ho instaurato una specie di rituale e un codice di comunicazione tutto nostro. La madre mi ha espresso la difficoltà di Elisa nel percepire gli arti inferiori, per questo motivo oggi ho preferito insistere nel massaggiare gambe e piedi, integrandole poi con il resto del suo corpo. Oltre a leggeri impastamenti e sfioramenti ho introdotto il tocco di sfioramento con i polpastrelli. Mentre con gli impastamenti le faccio percepire i muscoli più profondi, con gli altri due tocchi rimango in superficie così lei può distinguere i due tipi di comunicazione e di sensazioni. Il tocco leggero con i polpastrelli l’ho usato anche verso la fine del massaggio, sul viso e spalle. Il momento che mi è piaciuto di più è stato quando le ho fatto il massaggio articolare alle braccia. A tempo di musica, lentamente, muovevo le sue esili braccia facendo delle ampie circonduzioni. Elisa sembrava volare, piccole ali di farfalla si libravano nell’aria, mentre tutto si faceva più leggero. Con gli occhi dell’anima, percepivo che in quella stanza era successo qualcosa di magico, la musica ci aveva trasportato lontano, tutto era ovattato, filtrato, sembrava che la stanza non avesse più pareti, anche la luce che entrava dal lucernario sopra di noi, sembrava più densa. Una morbida nebbiolina circondava i nostri corpi che danzavano all’unisono, nella gioia. Ora eccomi qui, ancora emozionata, a scrivere di lei. Grazie Elisa, perché hai accettato così facilmente di essere massaggiata da me, grazie dei tuoi sorrisi e dei tuoi abbracci che mi nutrono profondamente. Spero che ti porterai a casa anche tu queste sensazioni. Io rimango qui ad aspettare la nostra prossima volta insieme.
30 Gennaio 2019
Elisa non è stata bene nell’ultima settimana. Due giorni dopo il mio massaggio, ha avuto una terribile crisi di nervi. La madre mi ha raccontato che erano anni che non succedeva così forte e straziante. Dovevano tenerla ferma in due perché nel turbinio di emozioni, rischiava di ferirsi. Ieri, inoltre, ha avuto un grave episodio di reflusso gastroesofageo. Nonostante questo, tuttavia, hanno deciso ugualmente di portarmela. Il suo corpicino era tempestato di botte nere e violacee, soprattutto dietro gli avambracci, qua e là sulle gambe, sul collo del piede destro, mentre il naso era gonfio a causa di un livido sul setto nasale. Elisa pareva assente, all’inizio, ma come sempre pronta a ricevere. Dopo una breve preparazione al massaggio, ho iniziato a massaggiare i piedi, che risultavano particolarmente freddi e violacei. Dopo essermi soffermata su piedi e gambe, facendo molta attenzione alle botte, mi sono dedicata alle braccia e al massaggio articolare, visto che era difficile massaggiarla come le altre volte, a causa delle numerose botte e lividi. Sentivo che non vedeva l’ora di muoverle, si vedeva che era impaziente. Lentamente, guidavo le sue braccia in un massaggio articolare, con ampie, leggere e lente circonduzioni delle braccia a tempo di musica. Sono stata particolarmente attenta, dopo, al massaggio al ventre, per i problemi del reflusso. Le mie mani calde diffondevano armonia e pace in quel corpicino scosso e ancora teso, piano piano percepivo che si rilassava e mi lasciava fare. Il respiro era presente, anche se leggero, fino in fondo alla pancia. Abbiamo respirato assieme, nella nostra modalità, ed è andato tutto bene. Il massaggio lento, la trasportava in un luogo di serenità, dentro sé stessa, nel profondo della sua anima. La musica e le mie mani la tranquillizzavano e i suoi occhioni scuri, spesso assorti, sembravano sereni. Oggi mi sono soffermata a massaggiare di più mani e piedi, armonizzando il più possibile. Abbondanti carezze, leggere in tutto il corpo, scivolamenti dalla testa ai piedi e leggere pressioni a mano aperta a tempo di musica, mentre era ricoperta da una morbida copertina. Prima di finire, le ho appoggiato le proprie mani sul ventre, rimboccandole la coperta e avvolgendola come un piccolo baco da seta. Spuntava fuori solo la testa, appoggiata su due cuscini. La piccola Elisa era rilassata e serena, io un po’ affaticata, ma felice. La madre di Elisa, mi ha detto che sua figlia ha fatto progressi. Sembra una coincidenza, ma il fatto che abbia imparato a tossire, nel momento del reflusso, indica che qualcosa sia cambiato, che abbia più forza di reagire e di proteggersi. Cercherò di approfondire questa cosa. Desidero capire se è collegato al fatto che ha imparato a respirare più profondamente, facendo maggiormente scendere il diaframma.
19 Febbraio 2019
Purtroppo abbiamo dovuto interrompere gli incontri, perché ultimamente Elisa non è stata bene. In questo periodo ha avuto più del solito episodi di reflusso esofageo notturno, per cui al mattino, non era in grado di alzarsi dal letto. Spero si rimetta al più presto.
21 Febbraio 2019
Finalmente Elisa, sta un po’ meglio, dopo un’interruzione di tre settimane, oggi, è venuta al massaggio. Prima di iniziare, le ho sistemato due comodi cuscini sotto la testa, e l’ho coperta accuratamente, perché mantenesse il calore corporeo. Ho notato che era più tranquilla delle altre volte e anche un po’ dimagrita, ma il suo desiderio di ricevere il massaggio, era invariato, perché appena sdraiata, mi ha guardato porgendomi il suo braccio destro perché la massaggiassi. Ho accolto subito la sua richiesta, poi abbiamo iniziato il rituale dai piedi. Mi sono soffermata molto su piedi e gambe, ricordandomi che la madre mi aveva comunicato la difficoltà di visualizzare e sentire quelle parti. Ho continuato con braccia e tronco, evitando, per oggi, di farla girare sulla pancia. Il massaggio al torace e alla pancia è stato molto leggero, ho usato un olio essenziale di limone perché calmante e rilassante per la psiche, adatto per chi soffre di disturbi all’apparato gastrico. Con la solita modalità “mano sul petto”, abbiamo respirato assieme, molto lentamente, tranquillizzandola con le mie mani calde e aiutandola a mantenere un ritmo respiratorio lento. Quando le massaggiavo torace e l’addome, ero seduta dietro alla sua testa e mi allungavo verso di lei con le braccia. Per finire, per finire ho reintrodotto il massaggio articolare alle braccia a tempo di musica che ad Elisa piace molto.
27 Febbraio 2019
Eccomi qui a scrivere di Elisa, dopo il massaggio di oggi. C’è stata una grossa novità. Vedendo il mio computer appoggiato sul tavolo Elisa ha espresso il desiderio di comunicare con me, scrivendo attraverso la tastiera. E’ stata una esperienza indimenticabile e le cose che mi ha detto le custodirò nel profondo della mia anima. Ho scoperto inoltre che Elisa ha una mente guizzante, uno spiccato senso dello humor e una dolce e garbata ironia. Il massaggio è stato poi straordinario, l’emozione di entrambe si sentiva a pelle e il viso di Elisa era luminoso e lo sguardo sereno. Ora so che durante il massaggio quando guarda in alto con lo sguardo perso nei suoi pensieri, fissa quel quadrato di cielo azzurro che si vede dal lucernario sul soffitto del mio studio, mentre quando guarda verso il basso, immagina di essere all’aperto, sopra un prato, perché sul lenzuolo che uso per adagiarla, sono stampate margherite e fiori da campo in mezzo all’erba folta. Ora so che le mie mani le hanno trasmesso unità, amore, comprensione, gioia di vivere. Questa è la conferma, che per comunicare non servono parole, perché il contatto attraverso il massaggio crea un dialogo silenzioso che dalle mie mani arriva a lei e viceversa.
Oltre il massaggio
PESCATRICE DI PERLE
Chiudo la porta dietro di me per lasciare fuori il mondo, aiuto Elisa a sdraiarsi sul materassino, mi inginocchio lentamente di fianco a lei… il tempo improvvisamente si ferma. Spesso chiudendo gli occhi e raccogliendomi dentro me stessa, mi domando come io, in quel momento, possa essere a lei presente, ma nello stesso tempo del tutto assente. Come posso essere una cosa e al tempo stesso il contrario di essa? Eppure è così, sono completamente assente dal mondo materiale, ma intimamente a lei presente, come durante una meditazione. Sembra che in quel momento tutto vada a rallentatore. La pelle di entrambe non appare più come un confine, un limite. Massaggio ogni sua fibra corporea, ma percepisco che le mie mani vanno oltre, mi sembra di toccarle l’anima… Ogni volta che vivo questa esperienza, mi sento come una pescatrice di perle, che nuota negli abissi del mare, dove regna il silenzio assoluto: trovo una conchiglia, la apro e improvvisamente vedo la perla perfetta, la più grossa, la più lucente mai vista. Lo stupore misto a gioia e commozione mi appannano la vista… è questa la sensazione di quando le tocco l’anima. Io vivo per questo, per stupirmi, per essere una pescatrice di perle, completamente disarmata e attonita di fronte a tanta bellezza.
