Kalymnos come un quadro
Sono alla fine di un viaggio, ma se chiudo gli occhi come ora sto facendo, posso rivivere dentro di me, il vero viaggio.
Posso cambiare forma, colore, sostanza, densità, profumo…
Sono vento fresco della notte, sono roccia bollente e onda battente, sono profumo di fiori selvatici ed erbe.
Kalymnos, magica isola dell’Egeo, lambita dal mare di Poseidone, dove la roccia ti innalza al cielo e ti fa sperimentare il contrasto tra l’armonia della gioia e il brivido della fragilità.
I profumi della salvia, del timo e dell’origano, ti inebriano, mentre i colori del mare e del cielo ti fanno pensare ad un pittore che intinge il pennello qua e là sulla tavolozza, indeciso tra la scelta del turchese, del blu cobalto e dell’azzurrino.
Qui la natura è severa.
Nelle ore più calde, si cerca refrigerio sotto i tamerici e gli ulivi secolari, mentre le cicale innalzano al cielo il loro canto.
Dall’alto delle falesie si respira una gran quiete, violata solo dal rumore del vento.
Ma, quando viene la sera, ti fermi per assaporare intorno a te, i sorrisi della gente del posto, che, come un’onda si espandono, da una persona all’altra, creando connessione e unione, come le mani dei bimbi, che si stringono in un continuo girotondo.
