Come due mari che lambiscono una striscia di terra, le mani che curano creano un ponte con il cuore.
Il cuore unisce, filtra, porta equilibrio e guarigione.
Un cuore connesso con il Padre Cielo e Madre Terra è un ponte sull’invisibile.
Gli antichi terapeuti Esseni usavano una tecnica di guarigione molto particolare, posando la mano destra sull’organo da curare e la sinistra sul chackra corrispondente, creando così una connessione con il proprio cuore.
Piccole luci sotto il palmo della mano, Nadi intimamente connessi in un reticolo di fiammelle che si fondono nel chakra secondario del polso, la cui luce risale, andando a nutrire una Nadi maggiore, che si trova sull’incavo della spalla, per poi ridiscendere fino al cuore. La mano destra filtrerà e porterà guarigione all’organo dove è posata…
Tutte le nostre dita parteciperanno a questa particolare tecnica come strumento di unificazione.
Se noi potessimo osservare la particolare architettura del nostro corpo e della luce che lo attraversa come una fitta rete, ci commuoveremmo e ci inchineremmo al Divino che c’è in noi.
